domenica 20 novembre 2016

NUOVA RUBRICA: Giovani Penne! ^^

Ssssalve amici lettori, buona domenica e buongiorno!

Oggi ho per voi una nuova rubrica, che da tempo avevo in mente di creare qui sul blog.
La rubrica si chiamerà "Giovani penne" (sì passatemi il nome poco originale e poco creativo) e consisterà appunto nel dare alle giovani penne, quindi ai giovani scrittori, l'opportunità di farsi conoscere e di crescere. Come sarà sviluppata? Pubblicherò una volta alla settimana, probabilmente la domenica, un passo tratto da una storia o un qualcosa prodotto proprio da VOI, che mi è piaciuto particolarmente. Ciascuno di voi ha la possibilità di partecipare, riproporre, ed essere coinvolto in questa rubrica inviandomi i propri scritti alla mail martyna002010@gmail.com.
Ci tengo a precisare che non ho dato un'occhiata in giro sul web e non mi sono informata pertanto, se esista già o meno questa cosa, nel caso mi scuso apertamente con i creatori e li invito a contattarmi sempre attraverso quella mail.

Oggi condivido con voi un pezzo tratto da uno scritto di una ragazza di nome Vanessa. La sua scrittura è a mio avviso particolare, poetica. Se usata bene, cosa che da quanto ho letto credo lei faccia," poetica "non vuol dire "diabetica" o "banalmente pallosa", ma bella. Poi ovviamente starà a voi giudicare secondo i vostri gusti. AH, ci terrei a precisare una piccola regola: nessuno deve malamente giudicare nessuno (siamo tutti inesperti e desiderosi di imparare, quindi un po' di civiltà per questi ragazzi che alla fine hanno il coraggio di condividere praticamente una parte di loro stessi)
e soprattutto evitiamo di ""rubare"" o ""prendere in prestito"" gli scritti altrui, senza il consenso dei legittimi proprietari.

Detto ciò, buona lettura!

"Potrei parlare dell'infinito spazio che mi circonda e di come le stelle costituiscono la costellazione più bella che io abbia mai visto, di come la loro luce illumina la notte più buia e il cielo più scuro, eppure adesso voglio raccontare di come quella scia accecante illuminava il suo viso che faceva invidia al firmamento.
Il vento rimuoveva i miei mostri funesti, mentre ballavano con i suoi e quella danza del terrore volava via; lasciava il posto al silenzio di quiete che la notte ci donava.
E mentre lui chiudeva gli occhi, lo osservavo. Le sue palbebre viola ammiravo, mentre una musichetta veniva canticchiata e ascoltando la melodia, le parole vennero proferite dalla mia bocca che si incurvò in un sorriso guardando il suo. 
La nostra canzone faceva eco al vuoto ribelle che ci acchiappava ogni volta che volevamo scappare, ma più fuggivamo da esso più ci rincorreva. E mentre le sue braccia mi stringevano, mi chiedevo quanto avrebbe tardato a separarci. 
La separazione mi attanagliava l'esistenza, ma sentirlo così vicino mi faceva sentire più protetta. E non dovevo sentirmi così, perché se fosse mai scivolato dalle mie mani, mi sarei persa anche io e vagare nel baratro dell'esistenza delle anime dagli occhi vacui non era la scelta migliore per una ragazza così assuefatta dalle sue iridi. (...)
Era solo l'inizio di una lunga decadenza, dove il malumore delle foglie autunnali non giovò nessuno. Eppure eravamo lì, persi nel vento scostante, mentre aspettavamo la primavera ansimante. Mentre si assediava nelle mie difese, ormai ero nelle sue e ad ogni passo che lui dava, mi assicuravo che non fosse troppo lontano da me.
Perché lui sarebbe potuto scappare e non ero pronta a vederlo svolazzare via. Perché come le foglie si sarebbe potuto spezzare, come le foglie si sarebbe potuto ingiallire per diventare assurdamente secco nel suo piccolo.
E lui, piccola foglia autunnale, deve rimanere verde affinché persista nel tempo. Finché persista, finché esista."

Piaciuto? Fatemelo sapere nei commenti. Spero che l'idea della rubrica possa interessarvi, sia per leggere qualcosa di nuovo prodotto da noi giovani italiani, sia per condividere le vostre storie con il popolo di internet! :)

Un grosso e forte abbraccio cari amici lettori e alla prossima

-Mars <3

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